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PROVE SCHIACCIANTI 21/10/2009

 Partiamo da due episodi di cui sono stato testimone, facendo parte da dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna: 

lo scorso 14 ottobre le quattro sigle sindacali indicono un’assemblea generale per ricevere mandato in merito al prosieguo delle trattative in corso sul piano industriale presentato da Tutino, a fronte della mancata erogazione di parte della retribuzione di Settembre unilateralmente decisa dalla Fondazione in totale spregio degli accordi in essere.

Il risultato della consultazione non è affatto scontato a causa della posizione ambigua di CGIL che ritiene possibile trattare la proposta della Fondazione di un reintegro pari al 30%. Una specie di pizzo, insomma.

Bene, il voto dice tutto: l’assemblea, composta da artisti del coro, professori d’orchestra, tecnici, sarte, impiegati, respinge all’unanimità non solo la questione retributiva ma l’atteggiamento complessivo dei dirigenti del teatro nella trattativa. Punto.

Due settimane prima, il 30 Settembre, uno dei punti in questione è la deroga al contratto necessaria per la partecipazione al concerto “Pavarotti”. 

L’assemblea, con soli 16 voti favorevoli su 160 presenti, nega l’assenso, anche qui sconfessando la Triade che ha già firmato un pre-accordo, considerando fra gli altri fattori la sostanziale inaffidabilità della direzione ( ad esempio si portano le ultime prodezze della dirigenza che nel Luglio scorso garantisce la copertura dell’organico almeno con personale aggiunto e a Settembre si rifiuta perfino di assumere vincitori di concorsi ).

Eppure sulla maggior parte degli organi di stampa abbiamo letto che l’Orchestra ha detto no al “ Compleanno Pavarotti” ed è sempre l’Orchestra a pretendere “premi ingiustificabili” a fronte di un bilancio in passivo.

Quindi è bene mettere a fuoco che è l’Orchestra a essere nel mirino del Sovrintendente-tuttofare ( le ragioni di questo proverò ad analizzare in un prossimo numero ) che sfrutta assai la grancassa offertagli dai giornali. 

Forse se la maggioranza dei cosiddetti giornalisti che si occupano della faccenda sui giornali nazionali, invece di riportare ogni baggianata ( per essere gentili ) del VIP di turno come fosse oro colato, senza verificare cifre, contratti nazionali o la semplice logica e non pubblicassero interviste-scendiletto dove la domanda più ficcante suona come: “ E’ soddisfatto del piano industriale presentato dal CdA della Fondazione per ripianare il bilancio entro il 2012?” ( Uberto Martinelli a Marco Tutino sul Resto del Carlino del 2 ott. 2009 ), l’opinione pubblica saprebbe ad esempio che quelle che Tutino vuol far passare come anacronistiche clausole assurde, sono il Contratto Nazionale che entrambe le parti, dirigenti e dipendenti, sono tenute a rispettare; che il motivo del deficit abnorme del Teatro non è, squisitamente per logica, imputabile al costo del personale; che il bilancio doveva essere, per legge, monitorato dal CdA ed è invece  andato fuori controllo.


Insomma, è comprensibile che chi ricopre ruoli di vertice abbia una adeguata copertura mediatica ma non è giustificabile la carenza di spazio data alle altre voci ed è ancor più biasimevole, per dei giornalisti, riportare acriticamente dichiarazioni talora diffamanti e offensive.


                                                  Enrico Celestino   

 

  

 




permalink | inviato da donquixote65 il 21/10/2009 alle 14:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa