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...E le stelle stanno a cianciare

CAPORALI 15/11/2009

Sul Corriere della Sera del 10 nov., l’On. Gabriella Carlucci, annunciando l’imminente approvazione ( se lo dice lei...) della nuova legge sullo spettacolo, dichiara, a proposito dei teatri lirici: “ Gli organici esorbitanti impediscono di usare fondi per produrre, gli stipendi assorbono l’80%. Occorre mettere mano al Contratto Nazionale, nessuno andrà in mezzo alla strada. Il personale dell’opera in più sarà assorbito dalla pubblica amministrazione. I privilegi tolti.” 

Poi, per completezza d’informazione, la soubrette del PdL snocciola la ricetta: una serie di fantasiose trovate che darebbero, sempre secondo Gabriella “ Melaverde”, nuovo slancio al settore.

Cominciamo ad analizzare il pensierino della plurilaureata ( non stiamo scherzando!) Carlucci.

Innanzitutto non si capisce di quali organici stia parlando “Donna Carlucci Sotto Le Stelle”, quelli delle orchestre o dei cori, forse? 

Difficile: generalmente i teatri di tutta Europa hanno organici simili per la semplice ragione che sono quelli funzionali a produrre opere, concerti e quant’altro.

 Solo una persona ignorante o in malafede potrebbe metterli in discussione ma forse la Sig.ra Carlucci tra un Cantagiro e un Festivalbar , non avrà trovato il tempo di frequentare sale da concerto o teatri d’opera, altrimenti

lo saprebbe.

Che si riferisca, allora, alla pletora, variamente affaccendata che vedo sfilare nel teatro dove lavoro, di collaboratori/consulenti/addetti al marketing/chissacosafacenti per conto dei Sovrintendenti e delle loro private associazioni, dai compensi non esattamente trasparenti che, beffardamente, vengono peraltro assimilati alla voce “spese per il personale”, contribuendo, non si sa in quale misura, all’80% di cui va cianciando?

Vedremo.

Per ora ci limitiamo a riportare una frase che sembra rispondere a quanti 

( fra gli altri il duo Tutino-Sita o il “Vate” Bondi )  accusano gli artisti, ad esempio gli orchestrali di Bologna, di lavorare meno di tre ore al giorno con stipendi da favola:

«Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre accesso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siano dei lavativi perché questo è il messaggio che passa.» ( Gabriella Carlucci, da www.biografieonline.it ) 


Ecco! Brava Gabriella, sei tutti noi!!          ( 1- continua )




permalink | inviato da donquixote65 il 15/11/2009 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa