.
Annunci online

uominiocaporali

Cartolina dall'inferno

PROVE SCHIACCIANTI 11/5/2010

E’ lunedì, sono le tre del pomeriggio. Sono con alcuni colleghi a presidiare la Sovrintendenza del Comunale. Chi legge un libro, chi scrive. Ma l’importante è esserci, anche se l’ufficio è chiuso. Sul Corriere della Sera di oggi Tutino in un’intervista, l’ennesima, sostiene che noi “occupanti” staremmo travalicando la legalità. Sostiene pure, con incredibile faccia tosta, che al Comunale non avrebbe toccato l’occupazione né la retribuzione.

Personalmente quello che più mi toglie pace non è la prospettiva di guadagnare il 30% in meno dal prossimo anno- probabilmente con lo stipendio di mia moglie, se ancora ne avrà uno, andremmo avanti lo stesso- ma il senso di umiliazione e di ingiustizia che il M° Tutino in primis sta contribuendo a determinare, non solo con la sua gestione del Teatro Comunale in stile “padrone delle ferriere”, non solo promuovendo strumenti legislativi come il decreto Bondi ma anche e soprattutto con una vera e propria campagna di stampa ormai triennale tesa al vilipendio, al vituperio, alla criminalizzazione della categoria cui appartengo


 

Se davvero questi signori si preoccupano della resa delle orchestre liriche italiane anche in termini di rapporto qualità-prezzo ( mi si consenta la grettezza ) perchè il decreto non tocca neanche lontanamente la questione?

Sarebbe bello potersi confrontare con i managers (!) su quante prove servono per un determinato repertorio o sul funzionamento di un settore strategico come l’archivio musicale per razionalizzare il lavoro dei professori d’orchestra ma ormai da anni i contratti se e quando, si rinnovano sotto la minaccia di tagli e “disboscamenti d’organico”, insomma con la pistola sul tavolo.

Per esempio l’argomento della razionalizzazione delle prove, specificatamente delle produzioni liriche:

si rende conto, il cosiddetto legislatore, di quanto lavoro viene sprecato a causa della disorganizzazione che regna in palcoscenico e in buca, tanto per fare un esempio?

Questo aspetto influirebbe sicuramente sulla produttività del teatro.

 Certo questo problema non nasce solo negli ultimi anni ma sta di fatto che attualmente, grazie alla prodigiosa “ Scuola dell’Opera “, la gran parte del tempo di prova si impiega a insegnare a imberbi “fanciulli” a stare sul palcoscenico  laddove non si debba insegnare loro il solfeggio ( a proposito: chi sono gli insegnanti, se ci sono, di questa scuola ? ) e così l’orchestra è degradata a juke-box di questi “Amici” di Marco Tutino. Un’orchestra, quella del Comunale di Bologna che, detto per inciso, fino a pochi anni fa frequentava i più importanti festivals lirici internazionali ( Savonlinna, Aix en Provence ). 


 

Poche settimane fa un direttore ospite mi diceva: “ Gli archivisti dovrebbero occuparsi del materiale d’orchestra, non di spostare i leggii...”. Ma al comunale il sincero M° Tutino non ha toccato né retribuzioni né occupazione quindi l’archivio, già in carenza di organico, deve sobbarcarsi il lavoro degli inservienti, che non ci sono.

In orchestra i buchi, spesso e volentieri, non vengono coperti e suoniamo sinfonie di Mahler o Bruckner con 12 viole o 11 o 10 o anche 9, tanto chi se ne accorge e se la sera del concerto si ammala il Primo Flauto, prima si cerca di sostituirlo con un violino poi si abbranca la prima flautista che si trova in sala, perchè anche l’orchestra è tenuta sotto organico. 

Non ci sono i soldi, ci viene risposto.

Però per scritturare Pier Luigi Pizzi, notoriamente “very cheap” o per assumere sempre nuovi impiegati e dirigenti, i soldi, magicamente, riappaiono.

Invece sembra che l’unico problema, il vaso di Pandora della lirica italiana sia che il 70% del budget venga speso in stipendi. 

Dopo decenni di sistematiche emorragie di denaro pubblico direttamente nelle tasche di agenti teatrali, cantanti, registi e direttori a colpi di decine di migliaia di Euro a spettacolo, naturalmente corredati da ampie sacche di evasione fiscale, lo stesso establishment musicale italiano vorrebbe farci credere, per voce dell’autorevole vate di Fivizzano, che le voragini nei conti sono state scavate, anno dopo anno, dallo stipendio del secondo trombone?       

                                   Desolatamente, Enrico Celestino




permalink | inviato da donquixote65 il 11/5/2010 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa