.
Annunci online

uominiocaporali

Flaviotrasportati

CAPORALI 19/11/2009

 

Deve aver ripensato l’altra sera, Flavio DelBoldi, a quando, lo scorso settembre, si presentò al primo incontro da sindaco di Bologna coi sindacati del teatro, sottobraccio al Sovrintendente più deficitario ( in tutti i sensi ) e conflittuale della storia del Comunale, proclamando la piena fiducia nel suo operato e dando quindi uno schiaffo a quanti si lamentavano della gestione di Tutinkamen.

Che fatica dev’essere stata, per Cipollino Delbono, dover coprire politicamente il fallimento di Cofferati nel nominare un Sovrintendente capace in un paio d’anni di portare un teatro prestigioso, invitato ai maggiori festival internazionali, allo sfascio, negando l’evidenza dei fatti, fino a fare l’ultima figuraccia, rimediata per aver prontamente eseguito una meschina vendetta per conto terzi ( Tutino, of course ) nei confronti dell’Orchestra del Comunale.


Dopo il rifiuto dei lavoratori a continuare a trattare con un soggetto definito dall’assemblea come inaffidabile, immaginiamo Tutino, come i cattivi dei fumetti, nel suo studio con la nuvoletta sulla testa, pensare a quale carognata ordire per continuare l’opera di smantellamento del Teatro Comunale di Bologna, segnatamente delle masse artistiche, dell’orchestra soprattutto.

Trovato! 

Come già accaduto per Cofferati ha pensato bene di mandare avanti l’apposito Presidente della Fondazione, che a lui, Marco, gli scappava da ridere, a dichiarare che la disdetta della convenzione era legittimata dal fatto che la Filarmonica "si era resa responsabile di gravi inadempienze, proponendosi di fatto come concorrente del Teatro Comunale e organizzando una vera e propria stagione sinfonica parallela a quella ufficiale del Comunale". Parola di Flavio Delbono! 

Ora, dovendo revocare la disdetta, la sua faccia somiglierà più a quella in alto a sinistra.

Bestia che figura!!





permalink | inviato da donquixote65 il 19/11/2009 alle 0:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

...E le stelle stanno a cianciare

CAPORALI 15/11/2009

Sul Corriere della Sera del 10 nov., l’On. Gabriella Carlucci, annunciando l’imminente approvazione ( se lo dice lei...) della nuova legge sullo spettacolo, dichiara, a proposito dei teatri lirici: “ Gli organici esorbitanti impediscono di usare fondi per produrre, gli stipendi assorbono l’80%. Occorre mettere mano al Contratto Nazionale, nessuno andrà in mezzo alla strada. Il personale dell’opera in più sarà assorbito dalla pubblica amministrazione. I privilegi tolti.” 

Poi, per completezza d’informazione, la soubrette del PdL snocciola la ricetta: una serie di fantasiose trovate che darebbero, sempre secondo Gabriella “ Melaverde”, nuovo slancio al settore.

Cominciamo ad analizzare il pensierino della plurilaureata ( non stiamo scherzando!) Carlucci.

Innanzitutto non si capisce di quali organici stia parlando “Donna Carlucci Sotto Le Stelle”, quelli delle orchestre o dei cori, forse? 

Difficile: generalmente i teatri di tutta Europa hanno organici simili per la semplice ragione che sono quelli funzionali a produrre opere, concerti e quant’altro.

 Solo una persona ignorante o in malafede potrebbe metterli in discussione ma forse la Sig.ra Carlucci tra un Cantagiro e un Festivalbar , non avrà trovato il tempo di frequentare sale da concerto o teatri d’opera, altrimenti

lo saprebbe.

Che si riferisca, allora, alla pletora, variamente affaccendata che vedo sfilare nel teatro dove lavoro, di collaboratori/consulenti/addetti al marketing/chissacosafacenti per conto dei Sovrintendenti e delle loro private associazioni, dai compensi non esattamente trasparenti che, beffardamente, vengono peraltro assimilati alla voce “spese per il personale”, contribuendo, non si sa in quale misura, all’80% di cui va cianciando?

Vedremo.

Per ora ci limitiamo a riportare una frase che sembra rispondere a quanti 

( fra gli altri il duo Tutino-Sita o il “Vate” Bondi )  accusano gli artisti, ad esempio gli orchestrali di Bologna, di lavorare meno di tre ore al giorno con stipendi da favola:

«Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre accesso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siano dei lavativi perché questo è il messaggio che passa.» ( Gabriella Carlucci, da www.biografieonline.it ) 


Ecco! Brava Gabriella, sei tutti noi!!          ( 1- continua )




permalink | inviato da donquixote65 il 15/11/2009 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Diciamo basta alle leggi ad personam

CAPORALI 14/11/2009


...OVVIAMENTE LA "PERSONAM" E' SEMPRE LA SOLITA




permalink | inviato da donquixote65 il 14/11/2009 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Le caramelle degli sconosciuti

Ho pagato il biglietto. 7/11/2009

E'sera, l'ora legale appartiene al passato, fa un freddo cane, pioviggina e quasi riesci a sentire il richiamo del Ciobar dallo stipetto in cucina: “....preparami......preparami.......”

Cosa ti fa decidere di schiodare le terga dal divano, procedere ad un veloce restauro ed avviarti in teatro per non perdere il concerto di stasera? Quel frìccico che rende speciale questo rito è traducibile con un concetto apparentemente semplice: amore per la musica, con tutto ciò che comporta.

Certo, può non bastare. Andare ad ascoltare un concerto non equivale necessariamente a riuscire ad ascoltare un concerto.

Un esempio: è venerdì 1 febbraio 2008, il Teatro Manzoni si riempie di abbonati e non. Per il momento, faccio ancora parte dei “non” e mi accomodo in balconata, secondo ordine. Con una sensazione di vuoto alla bocca dello stomaco, guardo sfilare i vicini che il destino mi ha regalato per quella sera: una scolaresca liceale, i ragazzi hanno i capelli dritti e le ragazze sembrano uscite da un giornaletto a luci rosa. Il concerto sta per iniziare, una voce incorporea prega di controllare l'effettivo spegnimento dei telefoni cellulari: gli studenti-cucuzza che mi circondano, ed infestano anche le balconate di fronte, captano il messaggio a modo loro. Controllano sì i telefoni, ma che siano accesi. Inizia un valzer di sms da una balconata all'altra, con contorno di risatine e sguardi ammiccanti. Dopo essermi fatta rovinare l'ascolto della Suite dall'opera Der Rosenkavalier di Richard Strauss, compositore tra i miei preferiti, decido che ça suffit!  Aspetto l'intervallo e con pericolosa calma e sguardo raggelante, mi avvicino al genio che ha avuto l'ideona di avvicinare i gggiovani alla musica a calci nel culo: la prof. accompagnatrice. Le faccio presente quanto segue: “Professoressa, i casi sono due: o allontana questi quattro ignoranti in preda al ballo di San Vito, o mi rifonde lei stessa il biglietto di stasera.” La poveretta si scusa e cancella dalla mia vista i giovinotti incriminati.


Per essere onesti, però, non sempre il problema è ascrivibile a individui appena maggiorenni: spesso e volentieri sono invece proprio le grandi signore, i cui capelli fanno pendant con il colore delle poltrone, a renderti la serata difficilissima.

Dopo aver assunto i loro profumi fortissimi per via orale, in modo da essudarli al momento giusto, si accomodano con “l'amica del teatro”e iniziano a tagliare e cucire i fatti di tutti i parenti, conoscenti e semplici passanti. Non sempre l'ingresso del direttore, per loro, significa zittirsi e concentrarsi sulla musica. Per amor di dio! Vuoi mica disturbare il fondamentale resoconto sulla nuova pelliccia maculata della signora C.? Se ti volti per chiedere silenzio, poi, ti guardano con l'indignazione di un animalista al mattatoio.


Una scena da premio è stata quella della moglie premurosa che nel bel mezzo del concerto ha pensato di sfilare gli occhiali al marito per pulirli. Il malcapitato ha fatto un balzo sulla poltrona e l'ha guardata attonito, dando voce senza mezzi termini al delicato pensiero: “Non vedo più un cazzo.”


Alla dama che sceglie un pianissimo per scartare rumorosamente la classica caramella di sostegno, poi, vorrei dire che:

a) presenziare ai concerti di musica classica non è un obbligo, e

b) esistono caramelle già scartate, commercializzate in comodi pacchetti apri e chiudi, ideali per tutte le occasioni, anche laddove si richieda un minimo di rispetto per chi vorrebbe tanto ascoltare musica in santa pace.


Infine,coloro i quali si alzano e vanno via appena parte l'applauso finale, trarrebbero sicuramente un buon insegnamento dall'immaginare la stessa scena applicata alla propria attività professionale. Che so, l'avvocato penserà a cosa può essere vedere svuotarsi l'aula appena terminata la tanto studiata arringa; il chirurgo immaginerà i parenti del paziente girargli le spalle subito dopo aver loro comunicato che “è andato tutto bene”; la casalinga gusterà la soddisfazione di una famiglia che si alza da tavola in silenzio dopo un pranzetto che ha richiesto una lunga ed amorosa preparazione.

Ecco,signori, il fast-food della musica classica non è previsto: chi sta sul palco e si impegna per noi, merita almeno un ringraziamento.

Queste persone e i loro comportamenti da presuntuosi riccastri, avrebbero ben più ghiotte occasioni per manifestare la propria buona educazione. A casa propria, ad esempio, in modo da non disturbare il prossimo, come anche in simpatiche riunioni tra simili, durante le quali i signori uomini potranno intrattenere le delicate signore con un po' di gas intestinale e un accendino. I Vanzina insegnano.

Ah, l'attività illecita di scartamento selvaggio di caramelle potrebbe trovare consona collocazione durante una qualsiasi puntata di “Porta a Porta”.

                                                                            Luigia Rovito  




permalink | inviato da donquixote65 il 7/11/2009 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Giornalismo da saldo

CAPORALI 1/11/2009

Diceva Ettore Petrolini: “Non ce l’ho con te che fischi ma con quello accanto che non ti butta di sotto!”

Questa frase mi è tornata in mente stamattina leggendo il commento di un lettore di Repubblica alla notizia della disdetta, da parte del Sindaco Delbono, della convenzione tra Teatro Comunale e Filarmonica. 

Disdetta che appare palesemente pretestuosa e ha il sapore acre della ripicca per conto terzi dopo il rifiuto, l’altroieri, dei dipendenti del teatro di continuare la trattativa sul “Piano-bar Aziendale” di Tutino.

Questa specie di classe dirigente, che ci invidia soltanto la parte più becera del PdL, non trova di meglio che disdettare gli accordi in essere invece che ridiscuterli, così come ha già fatto per il contratto integrativo. Utilizza il metodo della pistola sul tavolo ( “Prima ti sparo e poi ne parliamo!” ), adotta sistemi da filibusta ma in giacca e cravatta. O in un caso con cappotto lungo di pelle nera.

Tornando al commento di cui sopra, il lettore inanellava una serie di calunnie verso i musicisti del Comunale, rei a suo dire, contemporaneamente, di essere fannulloni doppiolavoristi: un ossimoro, insomma.

Ora, ammesso e non concesso che abbia senso smentire i 

" diversamente informati" come il Sig. Robby ( chiunque egli sia, che il Signore lo conservi ) credo valga la pena capire perchè un privato cittadino, magari anche grafomane, impieghi parte del suo tempo a gettare fango indiscriminatamente su una categoria.

Qui torniamo a Petrolini.

Non sarà mica, ci chiediamo, che da qualche tempo ( limitandoci alla stampa locale ) ogni fregnaccia ( Pardon! ) venga in mente a managers, assessori, sindaci, maggiorenti vari, viene riportata e amplificata dalle GaieGiorgette dell’informazione bolognese senza uno straccio di verifica, non dico delle pieghe dei Contratti vigenti, ma della semplice realtà dei fatti?

Ad esempio: “ Ciccio dice xxx, ne prendiamo atto, però le cose sono yyy”. Questa pratica, ci rendiamo conto, quanto mai ardua e farraginosa, si chiama giornalismo.

Altrimenti son capace anch’io a riscrivere le agenzie, no?

Sarebbe se non altro più completa l’informazione se si parlasse, per esempio, del CdA del Comunale: degli interessi in concorrenza di uno dei membri, piuttosto che della “leggiadria” con cui sono state monitorate e approvate le spese di Tutino.

Su, fate uno sforzino, signori cronisti, stupiteci...

                                               Enrico Celestino

  





permalink | inviato da donquixote65 il 1/11/2009 alle 1:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa